Siamo onesti, diciamolo!

Lo pensano in molti, ma poi in tanti non hanno il coraggio di ammetterlo con sé stessi.

Il Natale fa schifo, spesso è la giornata peggiore dell’anno.

Almeno io la penso così da molti anni. Praticamente da quando Giulia è piccola.

Il primo anno era talmente piccola che ricordo solo le fatiche di quel giorno tra parenti e gente che le stava intorno per conoscerla, vederla e fare con lei una foto.

Anno dopo anno, lei cresceva i suoi tratti autistici erano sempre più evidenti ed è sempre stato peggio.

Ricordo anni dove passavamo mattine intere di Natale a spiegarle che i pacchetti erano da aprire, che dentro c’era una sorpresa e che non erano solo scatole con carte belle colorate!

Ma ad una persona a cui non piace la confusione, odia le sorprese come può piacere il Natale?

Mattine del 25 dicembre a piangere di nascosto in bagno, a coprire i segni della tristezza con una maschera perché i genitori e i parenti ti aspettavano per il pranzo.

Non ero solo io a soffrire, anche mio marito, seppur bravo, mascherava come un vero attore. Ma un semplice sguardo tra di noi ci faceva capire che eravamo nella stessa squadra e che insieme potevamo farcela ad arrivare alla fine di quella giornata infernale.

Giulia cresce e un pochino negli anni è cambiata: oggi sopporta di più il Natale, diventando più grande capisce che i regali e le sorprese possono essere a volte piacevoli. Oggi le piace fare con noi piccoli pensierini per i nonni e gli amici, si diverte a mantenere un segreto anche se per lei ha poco senso. Per lei è una grande conquista.

Ma l’autismo c’è anche se si vede poco (come spesso mi dicono!).

Puntualmente anche quest’anno è arrivato il Natale e con esso il momento del disagio, e come sempre, anche dopo 10 anni,  io ci soffro.

È come se fosse un trucco di magia e io una bambina che guarda con stupore l’artista sul palco.

Ogni volta mi illudo che sia diverso, ma non lo è e non lo sarà mai!

Anche questo 25 dicembre era partito bene: Giulia era emozionata, è arrivata nel lettone e non vedeva l’ora di andare in soggiorno a vedere se Babbo Natale era passato.

Pupazzi e pupazzetti, due giochi dei nonni sono stati graditi il resto per lei non aveva senso. Perché tutte quelle cose per lei sotto all’albero?

Dopo pochi minuti i suoi tratti autisti hanno avuto il sopravvento.

Era stupita e allo stesso tempo arrabbiata perché sotto all’albero c’erano troppi regali e lei non li voleva, lei non li aveva chiesti, lei non sapeva che cosa farsene!

Lei non capiva.

Noi soffrivamo.

Per Giulia i regali hanno poco senso, raramente desidera qualcosa così tanto da chiedere un regalo. Per un genitore è difficile da accettare tutto questo.

Lo so non c’è nulla di male, ma nella società i cui viviamo noi, non desiderare follemente qualcosa è davvero strano.

Quest’anno a Babbo Natale aveva chiesto solo di essere felice e contenta.

Se ci pensate è una richiesta bellissima, ma se è una bambina di 10 anni autistica a farla è davvero una richiesta particolare. Da genitore mi sono chiesta il perché di questa richiesta, se Giulia stesse cominciando a capire la sua situazione, se stesse soffrendo se stesse subendo a scuola qualche ingiustizia, ma poi mi sono resa conto che non era così, Giulia voleva e vuole solo vivere serenamente e per lei questa condizione di pace è necessaria per vivere in equilibrio in questo mondo caotico.

La mia Giulia mi sorprende ogni giorno, è davvero coraggiosa e meravigliosa.

Lei non ama il caos, la soprese e gli eccessi. Mi domando perché ogni anno a Natale non so trattenermi e voglio farle sempre troppi regali pur sapendo con certezza che lei non li apprezzerò e che io ci rimarrò male.

Lo faccio per lei o per me? La risposta la so già. Come tutti i genitori…lo faccio per me!

Ma perché? Perché anche se sono ben consapevole della realtà non l’accetto? Perché voglio cambiarla anche se dentro di me so che non è giusto?

Scusa Giulia, scusa ma la mamma ti vuole solo troppo bene.

La mamma non è brava come te che ti sforzi di accontentarci.

La mamma ci prova, ma a volte fallisce!

Per questo odio il Natale, perché so che non sarò mai più felice come quando ero bambina e con entusiasmo non vedevo l’ora di aprire tutti i pacchettini, indossare il mio abito nuovo e andare dalla nonna a mangiare per stare con tutti i miei cugini a giocare fino a tarda sera.

Oggi il nostro Natale per noi è una giornata dove l’ansia vince su tutto, dove si ha paura di fare qualcosa di sbagliato che possa dare fastidio a Giulia, dove un regalo di troppo non è una bella sorpresa ma non ha senso, dove se non ci sono altri bambini che giocano in modo rumoroso è meglio.

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