L’ultima volta che avevo vissuto questa emozione era febbraio 2020.

Eravamo a Sappada e si trattava dei Giochi Nazionali Invernali di Special Olympics.

Mio marito era a Seattle e non era potuto essere dei nostri. Elena non era lì con me, stava già affrontando come una leonessa le sue cure sempre con il sorriso sulle labbra.

Io avevo deciso comunque di portare avanti questo impegno, ma non ero sola: con me c’erano 35 colleghi volontari pronti a fare la loro parte.

Ricordo bene tutto: il viaggio infinito, il freddo, la cerimonia di apertura la felicità dei ragazzi, la mia ansia che qualcosa non andasse bene.  

Ricordo più di tutto le emozioni e la felicità sui volti degli atleti di Special Olympics. Loro mi davano la forza.

Sono stati momenti bellissimi.

Poi due anni di stop causa pandemia mondiale. Ma il team di Special Olympics è stato davvero unico perché ha fatto davvero di tutto per aiutate i suoi atleti a distanza e loro sono stati per tutti noi un grande esempio. ( Un grazie a Carlo d’Amico e Alessandra Palazzotti e al Prof!)

Ma poi arriva la mail…a Giugno si torna in campo in presenza a Torino.

Non ci sembra vero! Mi sembra impossibile.

Mi fermo, penso e mi guardo indietro.

Quante cose sono cambiate in due anni: lei non c’è più, siamo tutti un po’ ammaccati, siamo tutti stanchi dell’isolamento, al mio fianco una nuova collega, il nostro team ha voglia di fare e gli atleti di Special Olympics sono carichi! Così si parte!

Sono stati due giorni bellissimi dove il cuore esplodeva di emozioni contrastanti.

Al mio fianco colleghi stupendi, mio marito e la piccola Giulia per un totale di 30 volontari tra colleghi figli e amici!

Organizzazione sempre impeccabile e voglio dire grazie a tutte le persone meravigliose che ho sentito in questi mesi con cui mi sono scambiata mail, messaggi e wwp.

Voglio dire grazie agli atleti perché come sempre sono loro che ci insegnano che nulla è impossibile e che tentare è già una vittoria!

La cerimonia d’apertura allo stadio di Torino è stata immensa, il fiume di persone tra volontari e atleti, Arisa che ha cantato e mi ha fatto scegliere una lacrima di commozione, la torcia olimpica e l’intesa che c’è stata con tutti! Il giorno dopo abbiamo supportato gli atleti all’atletica e premiato il canottaggio.

Ve lo assicuro, quando avete una giornata no…guardate questi atleti prendete esempio da loro: siate felici della vostra condizione, allenatevi per ottenere sempre il massimo da voi, ma in ogni caso siate soddisfatti del vostro percorso perché per andare avanti bisogna sempre ricordarsi che si riparte da un arrivo.

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