Il 2020 per me è stato questo. Si certo lo so forse molti non saranno d’accordo con questa mia definizione.

Per me è stato così.  Un anno difficile, pesante, emotivamente complesso, ma è stato l’anno della riflessione, della formazione e della rivelazione.

Già il 2019 si era concluso davvero male, dopo solo due mesi nel nuovo anno arriva il COVID.

Ognuno ha la sua vita, le sue situazioni da affrontare. Alcuni sono più fortunati di altri.

Alcuni la fortuna se la costruiscono giorno dopo giorno lavorando sulle fragilità e trasformando le difficoltà in opportunità.

Io ho fatto così.

Nel 2020 ho potuto stare al fianco di mia figlia, ho potuto seguirla con attenzione durante il suo primo anno di scuola elementare, ho potuto sbattere il muso davanti alle sue difficoltà e rendermi conto in modo crudo e razionale di tutto il lavoro che c’è e ci sarà da fare; va bene così! La nostra è una condizione di vita difficile, ma questo non vuol dire che non potremo mai vincere.

Nel 2020 ho potuto studiare, aggiornarmi e rendermi conto di quanto amo il mio lavoro e di ciò che voglio fare da “grande”. Amo la comunicazione, voglio aiutare e divulgare, voglio aprire gli occhi delle persone e mostrare loro la realtà.

Nel 2020 ho potuto realizzare uno dei miei sogni: scrivere il mio primo ebook su un tema a me caro. ( se sei interessato a leggere Borderline scrivimi una mail )

Il 2020 è stato l’anno dell’osservazione, dell’analisi, della consapevolezza, della ricerca e della pianificazione. L’anno in cui ho smesso di nascondermi.

Ecco perché il 2020 per me è l’anno della gratitudine.

Si lo so c’è stato il Covid e c’è ancora e c’è poco da essere felici.

Ma io non ho detto che sono felice, ho detto che sono grata per ciò che ho potuto fare, per ciò che ho conquistato, per la mia famiglia, per aver aperto gli occhi.

Il 2021 sarà l’anno della costruzione.

“Chi esprime gratitudine si apre alla vita e al senso della propria esistenza, e così facendo crea i presupposti di una gioia autentica e duratura.” Tratto da “IKIGAI” di Bettina Lemke

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