Non sono solo dieci le cose da cose da sapere per capire come entrare in relazione correttamente con un soggetto autistico, ma quando vi troverete davanti ad un bambino, ad un ragazzo o ad un adulto con questa sindrome subito vi accorgerete di alcuni comportamenti particolari.

Non sono strani come molti dicono, semplicemente si discostano dagli standard di normalità a cui siamo abituati. Un soggetto autistico ragiona in modo differente, ma non vuol dire che sia sbagliato. Forse leggendo questa lista potrete meglio relazionarvi con loro.

Le cose da sapere su un soggetto che soffre di questa sindrome sono infinite, appunto non solo 10, ma queste che vedete sono tra le più comuni ed evidenti e se imparerete a riconoscerle… sarà tutto un po’ più semplice.

Da bambini poi in ogni diversa fase della loro crescita ne hanno molte di più che poi perdono diventando più grandi. L’obiettivo è quello di “smussare” gli angoli durante l’età evolutiva perché poi dopo gli 11 anni diventa difficile intervenire e cercare di rendere meno evidenti alcuni aspetti.

Come già scritto diverse volte in questo blog e sui social: io non sono una terapista.

Sono solo una mamma, una mamma che osserva e cresce insieme a sua figlia. Una mamma attenta che mette in campo delle strategie da autodidatta basate sul comportamento della mia Giulia per vivere più serenamente ogni giorno. Ciò che scrivo non è scienza, ma solo riflessioni basate sulla nostra esperienza di genitori.

DIECI COSE DA SAPERE SU UN SOGGETTO AUTISTICO:

1 – Non ama le sorprese

2 – Ha bisogno di avere un’agenda visiva

3 – E’ selettivo nel cibo

4 – Ama stare da solo, fa fatica a socializzare

5 – E’ molto riflessivo

6 – Comprende bene ciò gli viene detto ma è lento a comunicare una risposta

7 – Non capisce l’ironia

8 – E’ abitudinario e non ama i cambiamenti

9 – Ciclicamente ha interessi particolari che lo ossessionano

10 – Ha sempre con sé un oggetto di transizione

Cerco di spiegare meglio punto per punto:

1 – NON AMA LE SORPRESE: Per una persona autistica è importante avere la situazione sotto controllo e questo vuole dire che tutto deve essere ben pianificato, gli imprevisti lo mettono in ansia, non sa come reagire perché non è preparato.

2- HA BISOGNO DI UNA AGENDA VISIVA: è importate per un autistico avere ben chiara la concezione del tempo, della sequenzialità e non avendo la capacità di percepire concetti astratti ha bisogno di vedere, messo nero su bianco attraverso l’uso di immagini, come è organizzata la sua giornata per capire cosa ha fatto, cosa dovrà fare e gestire il tempo. Del resto anche noi viviamo con il calendario o l’agenda sempre sotto mano, loro imparano ad essere così organizzati fin da piccoli.

3- E’ SELETTIVO NEL CIBO: se ci pensate si ricollega un po’ al punto 1, non amando le sorprese non prova volentieri nuovi cibi e quindi è spesso abitudinario. Con il tempo però può migliorare (per la mia Giulia è stato così). In alcuni casi siamo a livelli davvero importanti tipo una sola marca di pasta o di pesto, Giulia fortunatamente non ha mai avuto problemi di questo tipo. Non seve forzarli, potreste ottenere il risultato contrario e scatenare una crisi

4- AMA STARE DA SOLO E FA FATICA A SOCIALIZZARE: Lo sanno tutti questo è l’aspetto più comune ai soggetti autisti, loro fanno davvero fatica a socializzare. I motivi sono molteplici: sono più limitati nella parola, sono più lenti, non hanno il senso della condivisone, spesso ragionano in modo differente facendo associazioni strane, utilizzano gli oggetti in modo non usuale e potrei andare avanti all’infinito. Però su questo punto mi voglio soffermare perché come ho già scritto sono una persona positiva e ottimista e cerco sempre di trovare qualcosa di valido in tutto: i soggetti autistici stanno bene da soli stanno bene con se stessi per essere felici non hanno bisogno di avere gente intorno. Questo aspetto lo trovo meraviglioso.

5 – E’ MOLTO RIFLESSIVO: credo che questo aspetto sia solo un pregio. I soggetti autistici osservano tutto con molta attenzione e quindi di conseguenza quando devono agire vanno a recuperare nella loro mente situazioni simili che hanno vissuto per decidere come comportarsi.

Qui posso solo parlare per esperienza, vedo Giulia e osservandola con attenzione posso dedurre il suo metodo di comportamento.

6 – COMPRENDE BENE CIO’ CHE GLI VIENE DETTO MA E’ LENTO NEL COMUNICARE UNA RISPOSTA: con un soggetto autistico bisogna essere in grado di capire se ci sta rispondendo con un cenno o un gesto o un movimento, non sempre la risposta potrebbe essere verbale. Ricordo la nostra prima neuropsichiatra che ci disse: “Genitori anche il silenzio è una riposta, ma se guardate bene vostra figlia vedrete che di sicuro ad una vostra domanda Giulia vi risponde sempre o con un movimento del corpo o con gli occhi”. A livello verbale è vero sono più lenti, fanno più fatica a formulare la risposta ma se avrete tempo di aspettare non ne rimarrete delusi.

7 – NON CAPISCE L’IRONIA: un po’ come per i bambini piccoli i soggetti autistici non riescono a comprendere se all’interno di un particolare discorso si sta facendo dell’ironia non sono in grado di comprendere lo scherzo e di distinguere la realtà dalla fantasia. Sono molto semplici e di conseguenza con loro bisogna comunicare nel modo più lineare possibile.

8 – E’ ABITUDINARIO E NON AMA I CAMBIAMENTI: questo aspetto si ricollega la punto 1 non amando le soprese che lo destabilizzano il soggetto autistico preferisce avere tutto sotto controllo attraverso azioni ripetute nel tempo. Se sa cosa deve fare durante la giornata, è in grado di gestire le varie attività e affrontare le diverse situazioni. Tutto ciò gli permette di vivere semi sereno.

9 – CICLICAMENTE HA INTERESSI CHE LO OSSESSIONANO: ha interessi particolari, non per ora siamo in fase Koala, siamo circondati da pupazzi, adesivi, giornalini sui koala. Prima erano le stelle, ancora prima i gatti. Il soggetto autistico quando capisce che è interessato a qualcosa per un periodo abbastanza lungo si concentra solo su quello.

10 – HA SEMPRE CON SE’ UN OGGETTO DI TRANSIZIONE: si tratta della comune “coperta di Linus” per qualcuno si tratta dello stesso oggetto, per altri come per Giulia cambia a secondo del momento, ma credetemi in questo periodo di Pandemia dove a scuola non si poteva portare nulla non è stato semplice. Non so se con l’età questo aspetto svanisce, se così non fosse spero che quando avrà 20 anni non andrà più in giro con il koala ma sceglierà qualcosa di meno eccentrico. Ma qui mi ripeto, lo so sono monotona, se anche fosse il koala a 20 anni…per Giulia non sarebbe un problema siamo solo noi “normali” a sentirci a disagio! Ciò che conta alla fine è che loro stiano bene.

Ho evidenziato in un altro colore ciò che ritengo positivo per alcuni degli aspetti elencati. Come ho già scritto in diversi post o articoli io vedo aspetti positivi nei soggetti autistici e questi aspetti possono essere per loro, nella vita, delle ancore di salvezza: essere precisi e ordinati, avere una memoria di ferro, notare le minime differenze, essere organizzati e tanti altri. Mi dedicherò a questo approfondimento più avanti.

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Come già scritto diverse volte in questo blog e sui social: io non sono una terapista.

Sono solo una mamma, una mamma che osserva e cresce insieme a sua figlia, una mamma attenta che mette in campo delle strategie da autodidatta basate sul comportamento della mia Giulia. Ciò che scrivo non è scienza, ma solo riflessioni basate sulla nostra esperienza di genitori.

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