E’ passato esattamente un anno da quando sono in Smart Working causa pandemia.

Era il 21 Febbraio 2020 quando ho iniziato questa avventura, ero a casa per il canevale con mia figlia.

I primi giorni l’ansia era ai massimi livelli e lo stare a casa mi faceva sentire fortunata.

Potevo stare con la mia famiglia, in un ambiente protetto, potevo godermi mia figlia – Giulia ha 8 anni – seguirla nelle attività scolastiche e seguire i suoi progressi.

All’inizio mi sembrava bellissimo potermi alzare un pochino più tardi, non dover affrontare il traffico cittadino e poter fare il mio lavoro, che amo immensamente, da casa mia.

All’inizio l’idea di non dover indossare vestiti eleganti e truccarmi mi sembrava davvero il top.

Mi rendevo conto che eravamo in una situazione di emergenza, ma il fatto di stare bene, lavorare intensamente e avere la mia famiglia vicina mi rendeva questa permanenza a casa piacevole.

Ho convertito il tempo passato in coda in auto in lettura e studio, ho trasformato le pause pranzo in un momento mio dedicato all’allenamento.

Ma presto mi sono risvegliata da coma.

Ogni giorno era la fotocopia del precedente.

Presto mi sono resa conto che questa situazione aveva avuto un inizio ma che non si intravedeva la fine, ed oggi, ad un anno di distanza ancora non si vede.

Sento che per tutti sta diventando davvero dura andare avanti.

Sento bambini che reclamano la loro libertà.

Sento genitori anziani che chiedono di potersi godere gli ultimi anni della loro vita potendo ritornare la normalità.

Sento Amici, che hanno perso i loro cari, soffrire per non averli potuti abbracciare fino alla fine.

Sento noi, quarantenni che lavorano dalla mattina alla sera, che hanno perso la luce negli occhi.

Chi mi conosce lo sa, io sono una di quelle persone che si incoraggia da sola, che cerca sempre il lato positivo in ogni cosa e la vita mi ha messo davvero alla prova!

Volete sapere cosa ho fatto?

Mi sono dedicata alla lettura, allo studio e alla formazione perché ho capito che voglio, posso e devo fare qualcosa di più per me, per mia figlia, per la mia famiglia.

Le mie letture e il tempo dedicato allo studio hanno uno scopo ben preciso. Ed è questo che vi posso consigliare: trovatevi uno scopo!

Una volta trovato cercate di capire come poterlo ottenere.

Tutto ciò che farete sarà solo un fantastico viaggio con voi stessi, dove capirete che voi siete il miglior amico che potete avere e sul quale dovete contare e su cui potrete contare sempre.

Ma veniamo a noi…

Una volta individuato il mio scopo ho pianificato un vero e proprio piano strategico per raggiungerlo.

Il primo passo nel mio caso è stato (ed è perché non si smette mai) lavorare su me stessa. Non sarà facile ve lo dico ma serve partire dal punto zero.

Partire dall’inizio è fondamentale.

Ovvio direte voi, ma vi dico che non è sempre così che fanno tutti: la maggior parte a tutta velocità cercando di saltare sul treno in corsa! Ve lo dico così non funziona.

Quindi partite dall’inizio, dovete capire come eravate…dove scoprire e ricordare quali erano i vostri sogni e capire come mai avevate quei sogni, quali erano i vostri gusti e… scoprirete che sono gli stessi di oggi, ma che molto probabilmente avete perso la “rotta negli anni”.

Siete diventati grandi e vi siete omologati alla vita, vi siete adattati… si perché l’uomo si adatta.

Basta! Io mi sono detta BASTA.

Mi sono ripresa in mano la mia vita e da poco meno di anno ho ricominciato a lottare per i miei sogni. Perché “se non sogni la tua vita è triste!” come mi dice mia figlia. E ha ragione, ha davvero ragione da vendere!

Quindi prendete carta e penna e scrivete i vostri sogni, i vostri desideri e cercate di capire se sono realizzabili, dopo di che cercate di abbinarli alla vostra vita, al vostro lavoro e cercate di capire se sogni / lavoro/ vita possono percorrere gli stessi binari e salite sul vostro treno. Trovate il vostro IKIGAI! ( ne parlo in questo articolo)

Io lo sto facendo, certo non sognavo andare sulla luna, ma da piccola amavo scrivere, ho studiato anni per fare anche questo,ho lavorato per anni nel settore ma poi mi sono persa.

In questo anno di pandemia ho scritto il mio primo Ebook. ( se vuoi leggerlo eccolo qui)

Il primo si perché chi lo ha letto mi ha chiesto il seguito! 🙂

Non lasciatevi condizionare dagli stereotipi, seguite il vostro istinto e combattete per perseguire il vostro scopo.

Una volta rispolverati i vostri sogni, costruite una strategia per realizzarli. Dividete il vostro grande obiettivo in tanti piccoli obiettivi realizzabili…Realizzandone uno alla volta avrete l’energia positiva e la grinta per continuare ad avvicinarvi sempre di più verso il grande obiettivo, verso lo scopo vero che sarà il vostro perché a cui dovrete rispondere nei momenti di sconforto.

Ah una cosa… i momenti di sconforto ci saranno sempre, ma se conoscete la direzione sarà più facile raggiungere la destinazione, chiedere indicazioni lungo il tragitto non è segno di debolezza, ma di consapevolezza che da soli non possiamo cambiare il mondo intero.

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