Oggi è la “Giornata dei calzini spaiati” evento inventato 8 anni fa da alcune maestre di Terzo di Aquileia (Friuli Venezia Giulia) per spiegare ai bambini della loro scuola che la diversità è bella, è colore, è originalità è ricchezza. E fin qui niente di male. Hanno trovato un modo originale per spiegare in modo figurato ai bambini che non siamo apparentemente tutti uguali, ma che il diverso non è il male. E fino a quando i bambini sono “normali” (che poi cosa sia il nomale e il non normale non si sa) nessun problema. Ma qualcuno di voi ha provato a spiegare ad un bimbo “speciale” che oggi per celebrare questo fantastico giorno si doveva infilare due calzini spaiati?

E per essere più precisa vi chiedo… Avete mai provato a spiegare ad un bambino autistico che per festeggiare la diversità oggi si doveva infilare i calzini spaiati?

Beh io ci ho provato e sapete cosa mi ha risposto mia figlia? Si mia figlia che soffre dei disturbi dello spettro della autistico? “Mamma io non voglio fare strana! Io non me li metto due calzini diversi.” E avrei voluto farvi vedere il suo sguardo.

Per chi non lo sapesse le persone autistiche sono: precise, meticolose, ordinate, puntuali, rispettose, organizzate e determinate a riuscire al meglio in qualsiasi cosa.

Giulia è così, certo a volte è una sognatrice, ma sognare è bello. Se tutti imparassimo a sognare il mondo sarebbe pieno di gente più felice.

Quindi io, forse vado contro corrente, ma vi voglio spiegare che per lei oggi non è stato facile, per lei oggi è stato strano! Oggi è stato strano, mentre gli altri giorni non lo sono.

Gli altri giorni magari a tratti sono faticosi, ma sono la “sua normalità”. Gli altri giorni si svolgono secondo una “agenda” precisa che la rassicura e dove lei da tutta sé stessa per andare a letto alla sera più “ricca” di come si è svegliata.

Voglio ringraziare le maestre che si impegnano a spiegare “la diversità”, ma non è con paio di calzini che si fa inclusione. L’inclusione è un processo lungo che si costruisce giorno per giorno con attenzioni particolari, con l’ascolto delle esigenze di chi ha più bisogno.

L’inclusione si costruisce informandosi, studiando le patologie, trovando soluzioni per una didattica adattiva, pianificando dei PEI reali.

Questo non vuole essere un post polemico, vuole essere uno spunto per riflettere.

Al posto di trasformare per un giorno le persone “normali” in “diverse” perché non facciamo in modo che chi ha delle fragilità tutti i giorni smetta magari di sentirsi diverso per un giorno, una settimana, un mese, un anno o per la sua vita. E non lo si fa indossando una paio di calzini spaiati!

Noi ogni giorno combattiamo con l’imprevisto banale che può trasformare una giornata apparentemente tranquilla in una situazione di disagio che il nostro bambino è capace di portarsi avanti per una settimana. E basta davvero poco…basta capire che siamo tutti fortunati fino a quando in un secondo la tua vita cambia e da li diventano solo vette da scalare, ma dalla cima tutto è meraviglioso invece a valle è tutto piatto.

Quindi oggi Giulia i calzini li ha indossati uguali!

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