Giulia tra un mese compirà 10 anni e a settembre andrà in quarta elementare.

Ovviamente siamo spaventati per la mole di lavoro che ci attende, ma non è il focus di questo post.

A giugno è finita la scuola e così come ogni anno abbiamo avuto la riunione con il GLO, un team composto dalle maestre di Giulia, noi genitori, le logopediste, la neuropsichiatra e gli educatori del centro diurno che Giulia frequenta tutto l’anno 3 volte a settimana.

Le maestre erano soddisfatte dei progressi, ovviamente lo siamo tutti: Giulia è cresciuta molto e stiamo lavorando in modo molto puntuale sulle sue fragilità.

Ma al di là di un giudizio generale, sia noi genitori che gli educatori e i logopedisti, ci siamo resi conto che alcuni comportamenti di Giulia non vengono valutati con attenzione dalle insegnanti.

Le nostre maestre sono molto brave e disponibili, ma alcuni segnali o atteggiamenti ad occhi non attenti possono sfuggire. Parlando con altri genitori che vivono quotidianamente la nostra situazione ho capito che è una situazione diffusa.

Mi sono chiesta perché.

Ho cercato di analizzare la situazione in maniera oggettiva senza farmi travolgere dall’emotività.

Sono giunta a questa conclusione:

  • La scuola non fornisce al corpo docente gli strumenti giusti
  • È fondamentale che se in una classe c’è l’insegnante di sostegno, questo docente si dedichi all’alunno a cui è assegnato. (Sappiamo tutti che spesso non è così)

Ci sono giorni in cui in un attimo la mente di Giulia può vagare in mondi dove la fantasia la fa da padrone, dove le parole dell’insegnate diventano un rumore lontano, dove i compagni attorno possono sparire. Questo accade quotidianamente ma non ci viene comunicato. In questi momenti Giulia perde la spiegazione, non assimila un concetto, non segna un compito da fare. In un anno questi giorni sono molti.

Dal GLO abbiamo capito che il supporto per la nostra Giulia è fondamentale, che ne servirebbe molto di più ma le ore che abbiamo a disposizione sono insufficienti.

Non possiamo fare nulla.

Questo fa male!

Si non possiamo fare nulla e lo sapete perché?

Perché lei è migliorata tanto, ma con il supporto giusto potrebbe migliorare ancora tantissimo lo sappiamo noi e le insegnati, ma se facessimo la richiesta e dovessimo sottoporla ad ulteriori test rischieremmo addirittura di perdere le poche ore di sostegno che abbiamo oggi ben 11 su 40 di scuola a settimana.

Vi sembra giusto?

Vi sembra giugno che una persona che potrebbe in un futuro vivere una vita semi normale non potrà farlo perché oggi non può avere tutto l’aiuto di cui ha bisogno?

A noi NO! Per questo NOI e con le insegnati cerchiamo di fare e dare il massimo ma non è sempre possibile.

In terza elementare Giulia ha cominciato a studiare, certo sui libri ci sono le mappe concettuali, ma per lei non vanno bene.

A scuola lavorano tantissimo: leggono e rileggono, evidenziano e riassumono, ma lei in ogni caso ha bisogno di qualcuno che l’aiuti a semplificare. E questo lavoro è lungo, va fatto con attenzione cercando di seguire i processi mentali di una persona autistica. Questo lavoro è impegnativo e possiamo farlo solo noi genitori perché gli insegnati hanno una classe da portare avanti, una bella classe dove però sono presenti diversi bambini con diverse fragilità come lo straniero, il compagno arrivato dall’Ucraina, quello che ha deficit di attenzione ma non è certificato, e tante altre situazioni. E cosa succede? Che l’insegnate di sostegno assegnata a Giulia perché soggetto certificato in realtà è a supporto di tutti. Anche questo NON è GIUSTO.

Noi ci siamo e ci saremo sempre per Giulia, ma gli altri bambini i cui genitori magari non possono esserci come fanno? Rischiano di perdersi per strada e poi non essere accettati dalla società.

Se parli strano, se “non hai le parole giuste, come dice Giulia, se ti danno fastidio i rumori, se vai in panico perché non hai capito cosa devi fare, se non sai a chi chiedere, se nessuno ti tende la mano come fai?

L’autismo è un tema che va affrontato, e non solo dai genitori o dalla scuola ma dalla SOCIETA’.

La terza l’abbiamo finita, ma che fatica.

Abbiamo studiato un po’, ma leggere e capire nello stesso momento non è una cosa semplice per noi…eh si.

Per studiare devi leggere, per risolvere un problema devi leggere e capire bene, per fare un riassunto devi leggere capire e identificare le informazioni più importanti e poi con le tue parole scrivere o raccontare, ma se non hai in mente le parole come fai?

Si Giulia è bravissima, ma Giulia è autistica e questo va capito!

Non è voler mettere un’etichetta è capire che siamo tutti diversi e lei ha le sue caratteristiche.

Quante cose fate in contemporanea senza accorgervene?
Provate a pensarci e poi cercate di capire.

Ci prepariamo per una nuova sfida: la quarta elementare!

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